La scelta di parlare con un terapeuta per un consulto, per sviluppare le proprie consapevolezze, per ridurre i livelli di stress o per intervenire su comportamenti che incidono sulla qualità di vita, è spesso rimandata per dare spazio e tempo ad attività produttive e familiari ritenute più urgenti o percepite come pressanti.

La condizione forzata di quarantena ci ha mostrato quanto l’equilibrio e il benessere siano fondamentali per la nostra capacità di fronteggiare imprevisti e situazioni complesse. In altri casi è risultato più evidente che le tensioni intrafamiliari siano state causa di disagio psicologico e relazionale sia nelle coppie che nei rapporti genitori e figli.

In questi ultimi anni, le prove di efficacia di intervento di psicoterapia on line hanno gradualmente dimostrato che i risultati ottenuti con una modalità relazionale digitale sono buoni. In particolare, le terapie condotte con un approccio cognitivo-comportamentale si sono rivelate efficaci anche in questa modalità. (Hallgren e colleghi 2015); (Spek et al. 2007, citati in Apolinario-Hagen et al., 2015); (Birgit Wagner, Andrea B.Horn,2014); (Thompson,2016).

I dubbi restanti al tempo attuale per lo più non segnalano una particolare controindicazione alla terapia causata dai mezzi digitali ma una possibile difficoltà riscontrabile in alcune particolari situazioni o condizioni individuali che ne limitano le potenzialità di intervento. Ad esempio, laddove ci fosse bisogno di contattare insegnanti o genitori di persona per terapie di bambini o adolescenti; bisogno di rimanere in contatto con servizi di psichiatria locali; particolare disagio provato dal cliente durante la seduta e dovuto alla mancanza di una prossimità fisica.

L’esperienza maturata in questo settore da diversi colleghi in tutto il mondo, ha però portato ad escludere problematiche di esercizio della tecnica terapeutica legate alla mancanza di vicinanza fisica e di ridotta capacità di cogliere aspetti comunicativi non verbali. Infatti con l’andare del tempo, l’abitudine sempre più frequente di usare lo schermo in diverse occasioni e sempre più insistentemente nella giornata, ci ha abituato ad un modo di relazione on line sempre più spontaneo e completo. Il fatto di poter poi vedere il mezzo busto è una cosa che in setting con scrivania capita anche in sedute di presenza vis a vis.

In questo periodo di pandemia inoltre, la necessità di fornire un supporto psicologico al superamento della quarantena e del periodo di forte stress psicologico, ha permesso di sviluppare una competenza aggiuntiva per ogni psicoterapeuta. Sono cambiate alcune modalità fisiche di contatto e rapporto ma il poter fare comunque riferimento ad un sapere comune e ad una condizione mondiale di modificazione dei rapporti ha aiutato ad entrare più positivamente in questa modalità ed a rendere vero che la distanza è solo fisica, non sociale.

Particolare interesse è poi suscitato dalle possibilità offerte dall’on line di condurre con più costanza e regolarità un percorso terapeutico per una maggior facilità di accesso che può avvenire da qualsiasi luogo. Fattore questo estremamente favorente in caso di particolari problematiche quali il disturbo ossessivo, la fobia sociale o l’hikikomori.

Le possibilità di creare un setting adatto alle proprie particolari preferenze è dato dal potersi accomodare nel luogo che più ci fa sentire comodi in ogni momento. A partire dai progressi e cambiamenti personali è possibile trovarsi e scegliere luoghi personali privati, al chiuso, all’aperto o in spazi comuni. L’importante è riuscire a trovare uno spazio che garantisca sempre la privacy. Però un cambiamento di scenario scelto per il collegamento in seduta può significare anche la capacità progressivamente maggiore di mettersi in gioco e di uscire gradualmente dalla propria zona di confort.

Sono richieste particolari attitudini tecnologiche? Certo, una dose sufficiente di abitudine alle tecnologie è di supporto all’accesso iniziale, ma una certa esperienza può anche essere guadagnata proprio mentre si sviluppa il percorso terapeutico. Una connessione stabile permette una continuità e regolarità terapeutica maggiore perché riduce il tipo di imprevisti che possono portare a rimandare le sedute.

Per terapia on line non si fa inoltre solo riferimento alle videochat con colloquio in diretta ma anche ad alcuni mezzi in differita come mail o messaggi. Un utilizzo integrato delle diverse tecnologie permette infatti lo scambio di appunti o brevi scritti che possono lasciare la sensazione di poter rivedere o focalizzare meglio alcuni passaggi della seduta anche dopo la chiusura del collegamento video (Baumeister, Reichler, Munzinger & Lin, 2014, citati in Victor et al., 2018)

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