Uno dei dubbi sempre presenti nelle discussioni che vertono sull’intraprendere o meno la psicoterapia riguarda la sua effettiva efficacia ed il suo funzionamento: come è possibile che in un momento di stress o sofferenza psicologica, il solo parlare con qualcuno possa modificare la situazione e portare un benessere percepito? 

Diversi spunti provenienti dalla ricerca scientifica ci orientano nel trovare la risposta: 

In primo luogo, l’influenza delle parole che usiamo e che sentiamo ripetere è facilmente percepibile e verificabile da ognuno di noi nella propria quotidianità: il modo in cui ci esprimiamo e in cui intratteniamo le conversazioni ha un effetto sul modo di ragionare in quel determinato lasso di tempo e di conseguenza ha anche un effetto sulle azioni e sui programmi che iniziamo a definire proprio a partire da questi pensieri e ragionamenti. le azioni che ne deriveranno saranno dunque intrise della sostanza di quelle parole iniziali: il tono con cui sono state pronunciate, il valore positivo o negativo per noi, la qualità emotiva che caratterizzava la comunicazione, il tipo di interazione che stavamo avendo con l’interlocutore.

In questo modo, nella relazione terapeutica, tutti i fattori relazionali, cognitivi ed emotivi che vengono a stabilire una buona alleanza tra terapeuta e cliente garantiscono un setting terapeutico. garantiscono cioè un’influenza positiva sul modo di pensare e riformulare alcuni aspetti critici della propria condizione psicofisica. Preparano inoltre il terreno per una graduale trasformazione della quotidianità in cui questi fattori possano essere più stabili e frequenti, in modo da ottenere un’influenza positiva quotidiana anche fuori dal setting terapeutico. 

Per approfodire queste tematiche, si consiglia la lettura del testo “Le parole possono cambiare il cervello” degli autori Andrew Newberg della Thomas Jefferson University e il Dott. Mark Robert Waldman, esperto di comunicazione

Un altro aspetto invece è legato alle trasformazioni neurologiche che nel procedere della terapia interessano alcune aree del cervello ed alcuni processi di comunicazione tra aree cerebrali. In estrema sintesi e per rendere comprensibile questo funzionamento, diciamo che alcuni fattori neuroendocrini sono alla base di queste trasformazioni il rafforzamento di alcune connessioni tra neuroni e recettori in specifiche aree del cervello provocano una percezione effettivamente diversa delle situazioni e del nostro modo di agire. In particolare, questi meccanismi permettono un nuovo controllo della neo corteccia sull’attività della amigdala. sempre a grandi linee potremmo dire che la neo corteccia si occupa di pensiero cosciente, mentre l’amigdala è centrale nel funzionamento emotivo. Il nuovo rapporto di connessioni permette gradualmente un cambiamento effettivo del modo di processare le emozioni, di pensare e di agire.

per un approfondimento più specifico e dettagliato https://www.neuroscienze.net/puo-la-psicoterapia-cambiare-il-cervello/.