Trattamento della depressione post partum

Problemi del puerperio

Il disagio del post partum è una forma di sofferenza psicologica da sempre presente nella popolazione di neo genitori e in maniera pressochè costante negli anni e nella forma che conosciamo oggi in tutte le nazioni (15% dei neo genitori giunge a consultazione, ma il 30% ne soffre). Attualmente se ne parla in maniera più puntuale e diffusa perchè sostenuta da un grosso interesse comunitario nel trattamento e cura degli stati più gravi. Questo perchè in una’ottica di assistenza complessiva, curare lo stato mentale problematico del genitore in una fase iniziale, assicura uno sviluppo migliore della famiglia, della coppia, e soprattutto del bambino, che in futuro avrà meno probabilità di sviluppare uno stato di sofferenza.

Grosso peso assume nella determinazione delle stato di sofferenza, una situazione instabile dal punto di vista familiare o lavorativo. Problematiche frequenti possono anche legarsi allo stato di migrazione della famiglia o all’aver affrontato lutti importanti nei due anni precedenti alla gravidanza. Disagio economico e sociale slatentizzano uno stato di sofferenza già presente, mentre una situazione di coppia poco soddisfacente risulta essere un fattore aggravante importante.

L’aiuto del professionista consiste nel restituire una forma coerente al racconto spesso confuso della sofferenza percepita, nel trovare i fattori che sostengono il disagio e quelli che ne derivano, sostenendo costantemente le capacità genitoriali presenti e il rapporto più funzionale con il bambino. Può essere utile, se possibile, svolgere qualche colloquio di coppia finalizzato ad una gestione condivisa delle situazioni problematiche e delle nuove strategie individuate.

Il disagio, non consiste solamente nella depressione post partum, descritta ormai anche dai media e quindi più comunemente conosciuta e non riguarda esclusivamente le donne. Le problematiche psicologiche principali sono:

Depressione post partum – insonnia, tristezza, voglia di piangere, autosvalutazione, irritabilità, difficoltà di concentrazione, eloquio e movimenti rallentati, ansia acuta o somatizzata, manifestazioni fobiche o ossessive, scarso o eccessivo appetito, momenti di rabbia intensa, scarso interesse sessuale. Questi sintomi si possono presentare a partire dalle prime 4 settimane post partum ma anche in gravidanza, si parla di insorgenza a tardiva quando compaiono con lo svezzamento e vanno accentuandosi fino all’anno di vita del bambino.

Depressione maschile: ne soffre il 10% dei padri in fase di gravidanza e il 5% di neo padri nel primo post partum. Il comportamento del padre pare essere molto distaccato se non ostile nei confronti del bambino e il grado di coinvolgimento nelle attività familiari risulta basso o assente.

Attacchi di panico – episodi in cui si hanno alcuni di questi sintomi: sudorazione, tachicardia, giramenti di testa, tremori, pianto, idee di morte imminente, rigidità muscolare, sensazione di svenimento, reattività motoria, difficoltà respiratoria, insonnia.

Ansia generalizzata – preoccupazione riguardante molti eventi che si dimostra essere eccessiva per intensità e frequenza. Si osservano irrequietezza, facile affaticabilità, difficoltà a concentrarsi o vuoti di memoria, irritabilità, sonno disturbato, tensione muscolare.

Ansia sociale – paura di essere giudicati negativamente in situazioni sociali o durante lo svolgimento di un’attività.

Disturbo ossessivo compulsivo – pensieri intrusivi, involontari che possono essere alternati o meno a gesti ripetuti o azioni mentali rituali (pregare, contare, ecc) che hanno la valenza di interrompere il pensiero e ridurre lo stato di agitazione presente. I temi e contenuti dei pensieri possono riguardare la contaminazione, la perdita di controllo di sè stessi e dei propri impulsi aggressivi.