Attenzione alla luce blu, ma perchAi???

Con il procedere della diffusione degli schermi led che ha avuto il suo massimo in questi anni grazie allai??i??avvento digitale, molti professionisti della salute hanno indagato gli effetti che la ai???luce bluai??? sprigionata da cellulari e tablet ma anche pc e televisori, puA? avere sulla retina, sul nostro ritmo circadiano, su un corretto e soddisfacente riposo e sullai??i??umore. Anche professionisti del marketing e della produttivitAi?? hanno svolto ricerche a questo proposito. Cosa A? utile ricordare e quali comportamenti A? salutare tenere?

Risulta abbastanza diffusa la consapevolezza che lai??i??esposizione alla luce blu prima di addormentarsi puA? interferire con un sonno sereno e soprattutto con la fase di addormentamento. Quasi tutti abbiamo sperimentato nel coricarci, la comoditAi?? di avere tra le mani un oggetto meno ingombrante e piA? interattivo quale il cellulare, perchAi?? allora dovremmo evitare di farlo? La ragione principale A? legata allai??i??attivitAi?? di tre ormoni: la melatonina, legata alla capacitAi?? di provare sonno e di scivolare lentamente e serenamente in un addormentamento rilassato, facendoci sentire stanchi; al contrario, la capacitAi?? della mente di reagire agli stimoli in maniera puntuale e rapida aumentando la concentrazione A? data dalla serotonina e dal cortisolo altrimenti detti rispettivamente lai??i??ormone della felicitAi?? e lai??i??ormone dello stress. La luce blu A? in grado di far produrre allai??i??organismo maggiore quantitAi?? di serotonina e cortisolo e di ridurre quella di melatonina. Una verifica di questi meccanismi A? immediata: alla maggior parte della popolazione mondiale risulta piA? facile e preferibile dormire al buio, mentre il sonno con la luce diventa difficoltoso e disturbato. Tale abitudine A? piuttosto radicata in ogni contesto geografico e in ogni momento storico considerato dalle ricerche.

Come fa perA? una luce a innescare questi processi? La risposta arriva nel 2002, con la scoperta di un fotorecettore, la melanopsina, che A? presente nella retina e domina il ritmo circadiano tramite lai??i??inibizione della produzione della melatonina al comparire della luce blu. Ogni volta che esponiamo la retina allo schermo led, limitiamo allora questo ormone, eludendo cosAi?? il sonno consapevole.

Non abbiamo allora modo di far apprendere al nostro corpo unai??i??abitudine diversa? Secondo gli studi fatti, si puA? supporre in maniera decisa che sia impossibile, per diversi fattori: in primo luogo A? un comportamento involontario, perchAi?? la produzione ormonale non A? volontaria; secondariamente perchAi?? A? legato alla nostra fisiologia, ovvero alla nostra capacitAi?? di adattamento evolutivo. Infatti, i nostri antenati riposavano nella savana appena fatta notte e si risvegliavano spontaneamente alle prime luci dellai??i??alba e questo comportamento A? risultato piA? utile alla caccia, agli spostamenti, alla coltivazione e alla vita sociale. Proprio le luci dellai??i??alba hanno una predominanza di onde ai???bluai??? fino ad arrivare al violetto e il fatto di risvegliarsi con queste condizioni di luce A? dovuto allai??i??inizio della produzione di cortisolo e serotonina. Non possiamo allora abituarci a rilassarci in presenza di luce blu, perchAi?? non possiamo interrompere la produzione di tali ormoni.

Lai??i??applicazione utile di tale conoscenza A? data dalla presenza di luci a led, quindi blu, negli spazi lavorativi che devono fornire assistenza sanitaria o di altro tipo lungo tutto lai??i??arco della giornata, anche in fase notturna. Diversi studi hanno infatti confermato lai??i??aumento delle capacitAi?? produttive e in particolare del lavoro in multitasking e nella diminuzione degli errori commessi. Questo accade perchAi?? questo tipo di luce A? in grado di attivare neuroni nelle della corteccia prefrontale, della corteccia parietale e delle strutture sottocorticali come il locus coeruleus che sono implicate in compiti esecutivi e visuo-spaziali. Questo meccanismo ha un nome ed A? ai???Backward Inhibitionai???. Si tratta di un processo inibitorio delle funzioni esecutive che ci permette di distinguere e non sovrapporre gli schemi esecutivi dei compiti diversi che stiamo portando avanti contemporaneamente. PiA? chiaramente e semplicemente possiamo dire ad esempio, che ci permette di non mettere le arance sul tavolo e il computer nello spremiagrumi quando vogliamo bere unai??i??aranciata mentre lavoriamo.

Va perA? considerato che lai??i??esposizione a lungo termine alla luce blu puA? portare a stati di malattia psico-fisica: dal punto di vista medico, puA? provocare infiammazione dolorosa della congiuntiva e della cornea e puA? causare danni al cristallino, nella forma piA? conosciuta della cataratta. Anche la retina puA? andare in contro alla degenerazione maculare. Dal punto di vista psicologico invece, possono aumentare i disturbi affettivi stagionali (Seasonal affective disorder ai??i?? SAD) conosciuti anche come ai???la depressione invernaleai??? che A? una forma di depressione piA? o meno intensa che ciclicamente compare in inverno nella fase di minor durata ed intensitAi?? della luce solare. Tale forma di depressione puA? apparire in autunno e sparire in primavera e aumentare con una latitudine piA? alta.

Un approfondimento ulteriore lo merita proprio la melatonina, perchAi?? A? tuttavia un ormone che ci puA? fare un regalo importante se utilizzata nella normalitAi?? del nostro sistema circadiano di veglia e sonno: ogni sera puA? darci lai??i??abitudine di addormentarci percependo una sensazione piacevolissima ovvero sentendo effettivamente il sonno e la stanchezza trovare sollievo e soddisfazione nel lasciarsi andare allai??i??addormentamento. Ogni insonne riconosce come preziosa ed invidiabile tale sensazione, tuttavia lai??i??abitudine nascente e crescente di evitare ogni momento simile alla noia o anche solo alla non produttivitAi?? ci sta facendo perdere tale piacere anche per mezzo dellai??i??uso degli smartphone, in cui tutto A? veloce, immediato ed esasperato. Lai??i??addormentamento davanti allo smartphone non A? impossibile, ma non risulta un vero e proprio addormentamento consapevole, A? diciamo un modo di aumentare la stanchezza fisica e la distrazione cognitiva fino a quando il corpo non esaurisce definitivamente le energie giornaliere.

In ottica educativa, tale comportamento risulta non solo non particolarmente efficace perchAi?? porta ad un sonno disturbato ma anche deficiente di sufficienti capacitAi?? di conoscere sAi?? stessi e i funzionamenti basilari del sonno e della veglia: si parla spesso di come sia difficile insegnare ai bambini a dormire, ed A? vero, A? proprio difficile insegnare a far coincidere la sensazione di stanchezza fisica a quella mentale, denominare tale sensazione come sonno e bisogno di dormire, sostenere e facilitare lai??i??azione del coricarsi e il mantenere uno stato di rilassamento fino a fare in modo che i bambini riconoscano la sensazione piacevole e riescano a provocarla direttamente e volontariamente. Tale percorso educativo A? inoltre complicato dal carattere e temperamento di ogni bambino, alcuni infatti sono piA? predisposti a riconoscere lai??i??addormentamento come positivo, altri si oppongono ad ogni sensazione di rilassamento perchAi?? molto interessati alla fase dellai??i??operativitAi?? o perchAi?? facili alla distrazione mentale. Al di lAi?? dunque della comprensione che ogni genitore reciprocamente puA? provare ed esplicitare tra ai???colleghi di messa a lettoai???, lai??i??utilizzo degli apparecchi digitali A? ai???unai??i??arma a doppio taglioai???, in grado di illuderci di risolvere il problema nel far stare effettivamente i bambini a letto ma non di insegnare loro ciA? che vorremmo apprendessero. Inoltre, li porta ad assimilare unai??i??idea di stanchezza irreale, che ha a che fare con il distrarsi e non con il prendersi cura del proprio affaticamento.

Un aspetto che non siamo ancora abituati ad attribuire immediatamente alle luci A? il nostro comportamento di acquisto, ovvero come siamo influenzati nello scegliere cosa e quanto comprare a seconda dellai??i??illuminazione a cui viene sottoposta la nostra retina. Gli studi di marketing invece ci hanno pensato da molto tempo, individuando due stati psico-fisici che corrispondono a due comportamenti dai??i??acquisto precisi: il primo, lo stato telico, si realizza quando siamo orientati a raggiungere il nostro scopo in maniera rigorosa, meticolosa, senza componenti emotive intense o particolari e con un ordine che prevede una fase preparatoria ampia e una di realizzazione piA? veloce. Il secondo stato, quello paratelico, ci riguarda quando il nostro obiettivo non A? chiaro e diamo piA? importanza alle emozioni percepite durante lai??i??azione in sAi?? stessa. Non esiste in questo caso la fase di preparazione a favore di una lunga ed emozionante fase di svolgimento. Nel secondo stato, A? intuibile, preferiamo comprare beni edonistici, in grado cioA? di farci emozionare positivamente e non utilitaristici, cioA? legati ad un effettivo bisogno od utilitAi??.

La luce blu dei led (tra i 420nm e 460nm) A? legata maggiormente allo stato paratelico, ci porta quindi a vedere, pensare e volere beni edonistici. Mai successo di trovarsi la notte davanti allo schermo e trovarsi a scorrere pagine web di prodotti che mai compreremmo la mattina al supermercato o di cui non sapevamo di essere attratti? La ragione potrebbe essere questa.

Di seguito lai??i??immagine che illustra la freququenza di luce di cui abbiamo parlato

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Fonte immagine:Ai??https://www.zeiss.it/vision-care/it_it/better-vision/comprendere-la-visione/l-occhio-e-la-vista/luce-blu-aspetti-positivi-e-negativi.html